bartender emanuele broccatelli

Emanuele Broccatelli

Classe 83, primo lavoro al bar 2001 – da allora mai smesso un attimo di amare questa passione.

Ho iniziato a 18 anni per pagarmi gli studi al Pub a Marino, li ci si divertiva, e si imparava molto, avevamo tanti spirits quelli che si trovavano in giro per lo meno, e l’unico modo era andare in giro a vedere gli altri colleghi o viaggiare.

Non era un vero e proprio lavoro e infatti studiavo per diventare fisioterapista… ma poi alla fine si deve scegliere ed io ho scelto la mia passione, il Bar.

Decisi di viaggiare e la meta a quegli anni era Londra, prima che la rivoluzione del bar iniziasse.
Mi trovai li senza parlare inglese ma con la voglia di imparare e far vedere quello che sapevo fare.

Londra mi ha dato tanto, ma sopratutto mi ha fatto vedere questo lavoro da un punto di vista diverso, l’ospitalità.

Da li ho imparato la lingua, aperto uno dei più bei hotel 5 stelle, il Corinthia, ed incontrato amici che tutti ora fanno parte della mia famiglia e sono diventati grandissimi professionisti.

Tornato in Italia ho aperto molti locali importanti, Caffe Propaganda, Stazione di Posta, gestito il Bar dell Hotel Majestic e aperto il mio pop up bar -47 barrato, il primo a fare cocktail imbottigliati, ed ora da 4 anni mi occupo di consulenze a livello internazionale e sono il founder e owner di DRINK|IT, dove nel nostro Lab produciamo i nostri cocktail RTD artigianali ed una linea di Ethical Liquors .

Benvenuti nel mio bar

Il cocktail che porterei su un isola deserta?

Daiquiri

A quale personaggio famoso del passato o presente farei assaggiare un mio cocktail e quale?

Whiston Churchill - Gin MArtini

Un aneddoto divertente e bizzarro che mi è capitato dietro il bancone?

Ero al bancone del Majestic Hotel di Roma, eravamo ad un evento di un compleanno di 80 anni e mentre Peppino Di Capri cantava “Champagne”, una signora di quella stessa età flirtava con me, incurante degli anni di differenza, parlando di quanto suo marito fosse stato un Don Giovanni negli anni e lei invece sempre fedele, con un eleganza tale che mi mise quasi in soggezione. Nell’andare via pretese, sempre in maniera, non volgare ed alquanto insolita, di fare insieme un ultimo ballo. Ovviamente in 100 invitati si bevvero 135 bottiglie di champagne!!!

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