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Samuele Montesanti

Samuele nasce a Roma e passa la sua adolescenza a Ladispoli. È durante il suo percorso delle scuole superiori che si avvicina al mondo del bartending, inizia così a lavorare in discoteche e locali notturni e si accorge subito di aver esigenze lavorative molto più incentrate su un servizio di qualità.

Si avvicina, così, a cocktail bar e ristoranti; da lì si appassiona al mondo della mixologia e dell’hospitality. Spinto dalla voglia di confrontarsi con sfide nuove, giunge al passo che lo formerà maggiormente a livello professionale e umano, l’esperienza estera nella capitale mondiale del Cocktail: Londra. Dopo un paio d’anni torna in Italia per misurarsi in un contesto alberghiero di lusso nella capitale.

È qui che inizia a sentire l’esigenza di ampliare le proprie competenze e tutti gli aspetti che ruotano attorno al bartending e decide di allontanarsi pian piano dal bancone per scoprire ed abbracciare l’aspetto manageriale e gestionale della sua professione.

Questo lo porta a sposare un nuovo progetto a lungo termine in Sardegna, tutt’ora in corso, dove gestisce diverse strutture per conto di una grande società turistica. Il passo avanti tuttavia non ha spento la sua curiosità e passione verso il mondo della mixologia, che continua a coltivare e ad approfondire.

Il cocktail che porterei su un isola deserta?

Tommy's Margarita

A quale personaggio famoso del passato o presente farei assaggiare un mio cocktail e quale?

Uno Champagne Cocktail a George Best

Un aneddoto divertente e bizzarro che mi è capitato dietro il bancone?

Una volta decisi di shakerare 8 Whiskey Sour in un colpo solo con un cobbler gigante, che ovviamente si aprì bagnandomi dalla testa ai piedi.
È in quel momento che imparai, a mie spese, a non sottovalutare la pressione che l’albume shakerato può generare.

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