bartender stefano urru

Stefano Urru

Il mio nome è Stefano Urru, classe ‘88, nato e cresciuto a Merano, in Alto Adige, da genitori sardi.
Proprio a Merano ho iniziato a fare il banconiere, 12 anni fa, dopo una lunga parentesi che mi vedeva nelle vesti di giardiniere.

Grazie alla gestione dei locali, che mi accompagna ormai da 9 anni, ho sviluppato una spiccata dote empatica, e mi piace definirmi confessore o migliore amico di tutti.
Amo accogliere ed “abbracciare” chi entra nel mio locale, decidendo di regalarmi il suo tempo.

Flairbartender, barista, mixologist, ma soprattutto minchiologist, amo “cucinare” da bere, ricercando sempre materie prime nuove, miscelandole con tutto ciò che mi capita a tiro!

Spesso fuori dagli schemi, ma con un occhio sempre puntato verso la vecchia scuola, seppur meno formale, porto ed impongo nel mio locale, il “Whynot cocktailab” di Merano, attenzione ai dettagli e all’accoglienza, al fine di far sentire a proprio agio chiunque decida di trascorrervi una serata.

Mi occupo poi di consulenze, catering, formazione e collaborazioni, tra cui quella con il noto Merano Wine Festival.

Matto di professione.
Vi aspetto per un drink!

Il cocktail che porterei su un isola deserta?

Un mojito da tre litri

A quale personaggio famoso del passato o presente farei assaggiare un mio cocktail e quale?

Preparerei un Sazarec “a modo mio” a Boudlaire

Un aneddoto divertente e bizzarro che mi è capitato dietro il bancone?

Una volta un cliente affezionato entrò alle 18:00 nel locale esordendo con la frase “oggi ne bevo solo una, giusto un aperitivo e vado a casa”. L’infermiera scrisse l’ora del decesso alle 01:07 quando mi saluto uscendo con traiettorie tutte sue dal locale dicendo “ci vediamo fra due euro”.

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